Nuvole in fiore

il cammino di un'eremita spirituale

La mia spiritualità

– Penso di potermi definire animista: credo che ogni creatura umana, animale, vegetale e minerale, come ogni elemento naturale, abbia un’anima
– Credo che ogni elemento del creato sia riflesso (una sorta di ologramma in miniatura) e custode insostituibile di una scintilla divina, l’Anima Mundi, che anima  e abita l’intero cosmo

– Credo che ogni creatura sia chiamata a realizzare la propria unicità, in un percorso che dura un’eternità e durante il quale ad una sola cosa è tenuta: non tradire la propria essenza, ma esprimerla e condividerla con amore e compassione

– Penso che esista un profondo legame di interdipendenza, sia fisica che spirituale, tra tutte le creature, e che la buona esistenza di ciascuna sia necessaria non solo al benessere personale, ma anche a quello delle altre creature

– Sono contraria allo specismo e alla supremazia umana che sottomette le atre specie: ritengo che tutte le creature siano alla pari, nel grande cerchio della vita

– Penso che alla morte l’anima continui a vivere, esprimendosi in una forma nuova, magari non più in un corpo umano ma in un fiore, un albero, un animale

– Penso che esista una forma di comunicazione tra tutte le anime, al di là della specie a cui appartengono e del fatto di essere ancora vive o essere già morte, e aver quindi acquisito una nuova forma corporea; credo che tale comunicazione possa divenire, in alcuni casi, richiesta di aiuto – da una parte – ed energia positiva che risponde ed interviene – dall’altra… una sorta di preghiera a cui l’energia o l’Anima del creato risponde in forma di provvidenza

– Credo che ogni creatura ricapitoli in sé il modo in cui l’Anima del Mondo esiste, si rigenera, si trasforma… le cellule di uno stesso corpo, come gli alberi di una medesima foresta parlano di nascita, interscambio, vita, energia che scorre, morte, decomposizione, rinascita, in un ciclo eterno

– L’equilibrio del creato si regge su un generoso interscambio, dove la morte di una creatura è vita, perchè si traduce in sostentamento per un’altra; tale equilibrio è fortemente compromesso dall’uomo, che nel corso dei secoli ha perso sempre più il legame con la natura, riducendola ad oggetto da sfruttare il più possibile, visione malata e distorta da cui discendono gli allevamenti intensivi, lo sfruttamento dei terreni, i disboscamenti e tante altre gravi iniziative umane.
Ritengo che non sia possibile compiere un cammino spirituale ignorando la sofferenza di tante creature sottomesse all’uomo, mi impegno quindi a compiere scelte etiche e non violente, rispettose della vita, della libertà, della dignità e del benessere di tutte le creature, in armonia con il creato.

La mía visione della vita, negli ultimi anni, si e’ spostata sempre più dalla percezione divisiva “Io e Altro” , dove ciascuno e’ separato dal resto del mondo e dalle altre creature, a quella sintetizzabile con “Io e’ Altro”, che contempla l’unione profonda con tutto il creato, visione non divisiva e armonica.
In quest’ottica non posso non amare e non prendermi cura dell’altro, sia esso uomo, animale, pianta, ambiente naturale.
Questo concetto è’ affermato molto bene da V.Marchi nel testo “La grande equazione”, dove l’incapacità umana di percepirsi parte di un Tutto, anziché separata dal tutto, e’ considerata una malattia diffusa e normalizzata, causa di conflitti e prevaricazioni di ogni tipo, verso l’altro da se’
Se io non sono albero, se l’albero non è profondamente mio fratello, posso arrivare a vederlo come oggetto e addirittura a distruggerlo per farne ciò che mi pare; se l’animale non fa parte del Tutto di cui faccio parte anch’io, ma è altro da me, così altro da confonderlo con un oggetto in mia funzione anziché come un ‘essere che vale in sé, allora lo sfrutterò, lo imprigionerò in condizione di schiavitu’, come negli allevamenti intensivi; se esistono russi, ucraini, siriani, americani, italiani e non, semplicemente, uomini tra loro fratelli, allora combatterò gli altri popoli con guerre economiche, di informazione o addirittura armate, e cercherò di sottometterli per affermare il mio sistema di valori, per avere potere o conquistare le loro risorse.
Le religioni non sono esenti da questo discorso e sono spesso colpevoli di una visione divisiva e prevaricante dell’esistenza, in nome di un dio di parte.
Io sono Altro e l’Altro è me, e questo concetto, preso seriamente, trasforma la vita e ogni scelta quotidiana.

 

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